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Linea Finanziamenti - Quinto della pensione




Il Quinto della pensione è una forma di prestito personale dedicato ai pensionati, che può essere estinto in rate mensili detratte direttamente dalla pensione erogata dall’INPS o da altri enti. La quota delle rate non può superare il quinto della pensione netta e viene definita dal cliente alla richiesta del finanziamento, restando fissa per tutto il periodo previsto per il rimborso. Di seguito le domande più frequenti sulla cessione del quinto della pensione: chi e quando richiederla, l’estinzione anticipata del rimborso e quali garanzie possono essere richieste per ottenere il prestito.

  • Semplicità nel poter usare il prestito come si vuole, senza doverne motivare la destinazione.
  • Maggiore durata del finanziamento che può arrivare fino a 10 anni.
  • Nessuna richiesta di garanzie particolari per via della copertura assicurativa in caso di decesso.
  • Possibilità di ottenere il prestito anche in caso di pignoramento, protesti o disguidi finanziari.
  • Comodità per il cliente grazie alla trattenuta diretta sulla pensione.
La Cessione del Quinto dello stipendio (Cqs) è un tipo di prestito personale non finalizzato a tasso fisso, per i dipendenti statali, pubblici e privati con contratto a tempo indeterminato e per i pensionati.
Il nome si deve al fatto che l’importo massimo della rata di rimborso del prestito non può superare il valore di un quinto dell’importo totale della busta paga.
La Cessione del Quinto, prestito personale non finalizzato a tasso fisso, disciplinata dal DPR 5/1/1950 n°180, è stata estesa con Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 313 del 27 dicembre 2006 (Regolamento di attuazione dell'articolo 13-bis del decreto legge 14 marzo 2005, n.35 convertito, con modificazioni, in legge 14 maggio 2005, n. 80) anche ai redditi di pensione e non solo ai redditi derivanti da rapporto di lavoro dipendente del settore pubblico, statale e privato. Con tale decreto è divenuta facoltà di un pensionato di ottenere un finanziamento di cessione del quinto, concordando di restituirlo con una trattenuta diretta sulla pensione.
I benefici più immediati per i pensionati sono rappresentati dai tassi di interesse più contenuti, condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato, maggiori tutele, procedura di istruttoria semplificata e più veloce, grazie alla possibilità del personale delle filiali IBL di raccogliere i dati del cliente, collegarsi online con l’Inps e avviare la pratica in tempo reale.
Tutti i pensionati nati e residenti in Italia.
La durata massima consentita di una cessione del quinto è di 120 mesi mentre la minima è di 24 mesi.
  • Documento d'identità 
  • Codice fiscale 
  • Ultime 3 buste paga per il lavoratore dipendente o ultimi 3 cedolini nel caso del pensionato:
  • Certificato di Stipendio (rilasciato dal datore di lavoro) oppure Certificato di Pensione (rilasciato da Ente Pensionistico)
  • CUD 
Sì, se il reddito da pensione viene erogato con cadenza mensile e il Fondo non ne preveda esplicito divieto nel suo Statuto.
Sì. nella cessione del quinto dello stipendio o pensione non sono indispensabili garanzie come ipoteche o fideiussioni. E’ sufficiente la stipula della polizza assicurativa Rischio Vita e la trattenuta diretta sulla pensione.
E' richiesta la stipula di una polizza assicurativa, obbligatoria per legge a copertura del rischio vita.
La quota ceduta è l’importo massimo mensile che può essere trattenuto dal cedolino del pensionato.
Sì, basta che siano trascorsi i primi due quinti della durata originaria del prestito (40% del piano di ammortamento). Ad esempio, se la durata del tuo finanziamento è di 120 mesi puoi rinnovarlo dopo 48 mesi e se è stato rimborsato il 40% delle rate previste. Costituiscono un'eccezione i prestiti di durata uguale o inferiore a 5 anni che possono essere rinnovati anche prima del 40% ma solo se il nuovo prestito è portato ad una durata di 10 anni e si faccia per la prima volta. Il rinnovo, essendo a tutti gli effetti una nuova richiesta di cessione del quinto che avviene estinguendo il prestito precedente, è soggetto ad approvazione dell'ente erogante.
La rata di rimborso è mensile e viene trattenuta su ogni cedolino mensile di pensione, direttamente dall'Ente Pensionistico che provvede a versarla alla banca.
Si, è obbligatoria per legge la sottoscrizione di una polizza contro rischio vita.
No, per i pensionati non è possibile contrarre un prestito con delega.
No, l'Ente Pensionistico è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto, che rappresenta un diritto, salvo il caso in cui non ne sussistano i presupposti di legge (es. rispetto dell'importo minimo vitale per la sopravvivenza dell'individuo).
Sì, è possibile in qualunque momento. Il prestito può essere estinto, in via autonoma, anticipatamente recuperando gli interessi non maturati.
No, la cessione del quinto è rinnovabile solo se sono trascorsi i primi due quinti della durata originaria del prestito (40% del piano di ammortamento). Costituiscono un’eccezione i prestiti di durata uguale o inferiore a 5 anni che possono essere rinnovati anche prima del 40% ma solo se il nuovo prestito è portato ad una durata di 10 anni e si faccia per la prima volta. Il rinnovo essendo a tutti gli effetti una nuova richiesta di cessione del quinto, che avviene estinguendo il prestito precedente, è soggetto ad approvazione dell'ente erogante.
Oltre alla rata mensile i parametri che devi valutare sono:

  • T.A.N. (Tasso Annuo Nominale) , il tasso di interesse, espresso in percentuale su base annua, applicato all'importo del prestito. E’ la quota interesse che il cliente deve corrispondere al creditore oltre al capitale finanziato. Nel T.A.N non rientrano gli oneri accessori quali spese assicurative e le imposte.
  • T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale) , la percentuale d’interesse che indica il costo complessivo del finanziamento, a carico del cliente, per l’utilizzo del capitale richiesto ed include: spese d’istruttoria, assicurazioni, commissioni bancarie ed ogni altro onere previsto dal contratto. Gli interessi di mora e le spese legali per eventuali inadempienze sono esclusi dal calcolo del TAEG.
Il diritto di recesso può essere esercitato entro 15 giorni dalla stipula del finanziamento per via di un ripensamento da parte del cliente che non necessita alcun consenso da parte della banca o di chi eroga. Il diritto di recesso va comunicato all'erogatore e se il finanziamento è già stato attivato si hanno 30 giorni di tempo per restituire capitale o interessi maturati previsti dalle condizioni del contratto. Il cliente, inoltre, deve rimborsare al finanziatore l'imposta sostitutiva pagata al datore di lavoro e all'ente pensionistico.