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Guida al prestito: il prestito su misura




Il prestito personale è un finanziamento personalizzabile in base alle esigenze del richiedente. L’importo è rimborsato in rate mensili e può essere rilasciato in forme finanziarie e modalità differenti: i dipendenti e privati possono richiedere un prestito di cessione del quinto, mentre chi ha già ricevuto più di un finanziamento e vuole estinguerlo può fare domanda per un prestito di consolidamento.


Il prestito personale è un tipo di finanziamento erogato ai privati da parte di una banca o di un istituto finanziario senza la necessità per il richiedente di indicare il motivo della richiesta. Questo tipo di prestito si differenzia dal prestito finalizzato che viene invece erogato per un motivo che occorre dichiarare al momento della richiesta.

Il rimborso della somma avviene in maniera rateizzata entro un termine stabilito
Normalmente, tenendo conto delle direttive e norme disposte dalla Banca d’Italia, i requisiti principali per accedere ad un prestito personale sono:

  • Età compresa tra i 18 e i 70 anni,con possibili eccezioni da valutare in sede di istruttoria
  • Reddito dimostrabile (busta paga o dichiarazione dei redditi o cedolino pensione)
  • Residenza nel territorio italiano 

Nel caso in cui il reddito non sia dimostrabile, può essere richiesta la garanzia personale di un terzo (con capacità di rimborso verificabile e documentabile) che si impegni a pagare in caso di inadempimento da parte del richiedente.
La durata va da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 120 mesi.
Secondo la disciplina del credito al consumo l’ importo di un prestito può essere compreso tra 154,94 euro e 30.987,41 euro.
Le principali cause per cui un prestito non viene concesso sono:

  • la documentazione presentata dal richiedente rivela una capacità di rimborso non sufficiente.
  • il richiedente si trova in una situazione di sovra-indebitamento, ovvero ha in essere altri contratti di finanziamento che, insieme al prestito richiesto lo impegnerebbero oltre un terzo del suo reddito.
  • Il richiedente ha subito nel passato protesti e/o risultano evidenze di mancati pagamenti relativi a prestiti precedentemente ottenuti (segnalazione negativa da parte di banche dati sui rischi di credito). 

Al fine di valutare la reale capacità di rimborso del richiedente, l’istituto erogante può accedere ad alcune banche dati private oppure al sistema informativo della Banca d’Italia (Centrale dei Rischi).
Secondo la normativa vigente prima che un soggetto richiedente venga iscritto in una di queste banche dati deve esserne informato e deve aver concesso la propria autorizzazione.
Nel caso in cui il prestito non venga riconosciuto, l’istituto che lo ha negato deve comunicare al richiedente la motivazione, con particolare riferimento alle informazioni negative reperite in una banca dati.
Le più importanti informazioni obbligatorie, scritte nel contratto di prestito personale che dovrai controllare sono le seguenti

  • indicazione della somma e delle modalità di erogazione;
  • tasso di interesse praticato;
  • indicazione specifica del T.A.E.G.;
  • eventuali modalità di variazione del costo del contratto (costi e commissioni);
  • tutti i costi da sostenere (spese di istruttoria e oneri accessori quali spese di invio rendiconto periodico, eventuali spese di assicurazione e costi relativi al ritardo nei pagamenti);
  • ammontare delle rate e la loro scadenza;
  • eventuali garanzie ed assicurazioni richieste.

Prima di sottoscrivere il contratto è buona regola verificarne attentamente il contenuto, con particolare riferimento al T.A.E.G.
Il T.A.E.G o Tasso Annuo Effettivo Globale rappresenta il costo effettivo del prestito che occorrerà corrispondere all’erogatore. Tale indicatore viene espresso in termini percentuali e rappresenta il costo comprensivo di interessi, costi ed oneri accessori. E’ l’indicatore più importante perché permette di confrontare le offerte di finanziamento a parità di importo e durata, quindi, nell’effettuare la scelta del prestito personale, si consiglia di non lasciarsi influenzare dalla convenienza di altri indicatori parziali come ad esempio il T.A.N. - Tasso Annuo Nominale - che esprime il tasso di interesse applicato ma non comprende le altre spese.
Nel caso di ritardo o mancato pagamento di una o più rate possono esserci degli effetti importanti come l’aumento degli interessi dovuti con l'applicazione di una mora (interesse aggiuntivo) e la segnalazione dell’intestatario del prestito agli enti di tutela del credito (centrali rischi, banche dati), che condividono l'informazione con l'intero sistema bancario e finanziario. Questa segnalazione compromette la reputazione creditizia del Cliente e viene preventivamente comunicata dall’ente finanziatore. Nel caso in cui si ritenga di non riuscire ad assolvere al pagamento anche di una sola rata è utile prendere subito contatto con l’erogatore per trovare eventuali soluzioni alternative.
Sì. Con il diritto di recesso il cliente ha la facoltà di cambiare idea e di interrompere il contratto di finanziamento anche senza il consenso dell’istituto erogante, senza costi aggiuntivi e senza necessità di spiegare i motivi. Il diritto va esercitato entro 14 giorni a partire dalla conclusione del contratto, inviando all’ente erogante una comunicazione seguendo le modalità indicate nel contratto. Qualora il prestito sia già partito, anche in parte, il cliente che recede deve rimborsare entro 30 giorni capitale, interessi maturati e costi sostenuti dalla banca come imposta di bollo e/o imposta sostitutiva.